Terzo Polo

Risposta ad Adro

“Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani”
Sono rimasto particolarmente colpito dal contenuto della lettera con la quale l’imprenditore di Adro ha inteso accompagnare il nobile gesto di donare il necessario economico alla mensa del suo Paese per i bambini.
Intanto, grazie, grazie sincero da cittadino italiano, da candidato alle elezioni regionali, da giovane che tenta di partecipare alla vita sociale, culturale di Brescia.
Il forte ringraziamento per due essenziali ragioni: il gesto etico, umano, civilissimo e nobile del dono, della privazione di qualcosa da sé, per l’aiuto e il sostegno ad altri meno fortunati, più nella necessità e nel bisogno, fino all’estremo del bisogno alimentare, della prima sussistenza vitale.
La seconda motivazione la trovo nelle parole, nei toni, nello spirito della lettera: puntuale, forte, intelligente, vibrante. “Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre”. “Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità”. “Chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona”. “Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle”. “Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?” Passaggi come questi sono l’espressione migliore della nostra cultura e tradizione: il senso profondo del dovere, del senso della legalità e dell’umiltà, anche economica, che all’unisono spronano a cercare condizioni, anche economiche, migliori, non solo per il singolo, ma per il Paese, la comunità, l’azienda intesa come complesso, quasi fosse una ulteriore famiglia. Proprio la nostra terra offre lungimiranti e straordinari esempi in queste prospettive: Padre Marcolini, l’OM-Iveco, la Cooperativa La Famiglia, lo sviluppo di Lumezzane e se allargassimo lo sguardo potremmo chiederci, come ha fatto l’Italia a crescere e diventare benestante, invidiata nel mondo, nella povertà assoluta della sconfitta del 1945? Soprattutto con questo spirito di sacrificio, l’impegno, la condivisione di valori etici ed umani, nei quali riconoscersi e da utilizzare quale direttiva per l’azione istituzionale e privata. Valori oggi latitanti, specie fra noi giovani, con quali drammatiche conseguenze. “Sono certo che almeno uno di quei bambini (che l’imprenditore ha aiutato) diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Mi sento di condividere ogni parola della lettera: l’attacco crudo e circostanziato all’assenza di legalità, alla politica, locale e non solo, quanto la corretta e lungimirante visione del problema demografico e dell’immigrazione.
Nel video di accettazione della mia candidatura, pubblicato sul sito scrivirampinelli.it, Generazione Cambiamento urlava l’appello alla legalità nelle spese elettorali e chiedeva: “La nostra Generazione deve imporre il Cambiamento, non solo del modo di far politica, oggi”.
Ho parlato propriamente di un “cittadino” di Adro e non solo di “benefattore”, perché il suo, prima di tutto, è un gesto “civico ed umano”, che riporta l’attenzione sui veri e primi problemi, alla loro concretezza, lontano dal chiacchiericcio.
Il gesto di gratuità profonda dell’anonimo imprenditore, il suo feroce radicamento ai migliori, più nobili valori della nostra società, sono regali ed esempi a tutti noi: mai chiudere gli occhi. La nostra Generazione affronterà fra le sfide più complesse dell’intera umanità, quale mondo vorremmo lasciare fra cinquant’anni?
Avv. Bartolomeo Rampinelli Rota
Presidente C.d.A. Fondazione Fede e Scienza

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