Il titolo di questa breve riflessione è naturalmente preso in prestito dal testo di una celebre canzone che ben riassume la rovente (almeno dal punto di vista politico) estate appena trascorsa; di cose ne sono successe parecchie ed hanno contribuito a creare aspettative per quello che si preannuncia un autunno ancor più caldo.
Dando uno sguardo in casa d’altri abbiamo di fatto assistito al naufragio del Pdl da cui Fini, con i suoi fedelissimi, è riuscito nell’intento di farsi mettere alla porta, giungendo solo ora a trarre le stesse conclusioni alle quali noi dell’UDC eravamo già giunti al tempo della fondazione del “partito del predellino” ed aprendo di fatto una falla in una maggioranza già alla deriva nonostante la dichiarata inaffondabilità (anche il Titanic lo era!).
I vari summit ed incontri bilaterali tra i leader non sembrano aver trovato la “quadratura del cerchio” anzi hanno creato ancor più confusione: c’è chi è per le elezioni anticipate come Bossi e chi intende andare avanti, come Berlusconi. Il nostro parere è sempre stato quello che, giunti in una fase di stallo come questa, si dovrebbe ricorrere ad un governo pro tempore e di largo respiro che si concentri sulla risoluzione dei problemi immediati del paese e realizzi una nuova legge elettorale in grado di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere il nome dei candidati (voto di preferenza) al contrario dell’attuale sistema di liste bloccate decise dai partiti.
La nostra posizione, nonostante sia di fatto la più ragionevole, non solo non ha trovato consenso nella maggioranza, che logicamente la vede contraria al proprio interesse e preferirebbe (non certo nella componente padana) inserirci nel rimpasto di governo, ma neppure nelle altre opposizioni che o sono impegnate in faide interne o fanno solo “tifo contro” come Di Pietro fa a Berlusconi.
In questo futuro incerto l’unica sicurezza estiva viene dal lancio del Partito della Nazione che, con la consegna della prima tessera al leader Pierferdinando Casini, è divenuto realtà.
Le basi programmatiche e le linee guida di questa nuova formazione politica sono state discusse in quello che è stato definito “1° laboratorio delle idee” di Chianciano dal 10 al 12 di settembre ed al quale si è giunti dopo un’intensa opera di consultazione e numerosi incontri tra la dirigenza nazionale dell’UDC e le varie realtà locali anche giovanili. Sono state portate alcune costruttive critiche in merito all’operato passato del partito e si sono avvertiti i vertici di quali rischi la nuova formazione deve evitare per non incappare in errori già commessi da altri nel recente passato.
Dal canto nostro noi giovani UDC di Brescia abbiamo assicurato la piena adesione e partecipazione alla realizzazione di questo Nuovo Partito e ci siamo fatti garanti della novità non solo in termini di idee ma anche di persone.
Che sarà, non so ancora dirvelo, ma una cosa è certa: sia per un’altra campagna elettorale che per il Partito della Nazione… noi giovani ci siamo!
Rudy Frassi




