L’annosa questione delle quote latte e delle relative multe ha recentemente infiammato il Consiglio Regionale lombardo. O meglio, ciò che ha portato il Consiglio ad isolare la Lega è stata l’approvazione (con 39 voti a favore e 25 contro) di un Ordine del Giorno sottoscritto da UDC, PD, e da alcuni esponenti della maggioranza lombarda contro il maxi-emendamento all’art. 40 bis della manovra finanziaria estiva presentato dal Carroccio.
Questo emendamento è teso a concedere una proroga al 31 Dicembre 2010 per il pagamento delle multe in favore di alcuni produttori coinvolti nella vertenza denominata “quote latte”, produttori le cui aziende hanno proprio sede nel nord Italia e che, fino ad oggi, non hanno ancora pagato nulla.
Con l’Ordine del Giorno in questione, il Consiglio Regionale ha invece chiesto al Governatore Formigoni l’impegno ad operare affinché fosse possibile cancellare il maxi-emendamento che ha lo specifico intento di tutelare un piccolo gruppo di allevatori che lavora fuori legge.
Infatti, Coldiretti afferma che degli attuali quarantamila lavoratori del settore oggi attivi in Italia, sono solo 1300 quelli che risultano morosi dei pagamenti delle multe maturate negli anni.
Nel nostro Paese molti sono gli allevatori che, nel tempo, si sono regolarizzati con il pagamento delle multe, a fronte di notevoli sacrifici economici. E sono proprio questi allevatori onesti che chiedono spiegazioni, vogliono capire perché qualcuno possa sentirsi legittimato a “farla franca”.
L’emendamento leghista, invece, ha la sola funzione di premiare la scaltrezza: questo è un modo ingiusto di fare politica. L’UDC è diversa e si è esposta in proposito. Ciò che ha guidato l’Unione di Centro lombarda a schierarsi con forza contro l’operato della Lega è stato spiegato dal nostro leader Gianmarco Quadrini che ha dichiarato alla stampa: “Rigore e coerenza sono indispensabili per la tutela di tutto il comparto in Lombardia, perché oggi è importante valorizzare quanti, impegnati nel settore lattiero- caseario, continuano ad investire e sopportano con onestà e passione le difficoltà congiunturali e la drastica riduzione dei ricavi”. E a livello nazionale non è andata affatto meglio per la maggioranza.
Forti tensioni si sono verificate anche in Commissione Agricoltura alla Camera dove, al momento del voto, la Lega ha abbandonato l’aula.
Di fatto, si è trattato di una palese dimostrazione dello scontro diretto che, sulla questione, da tempo attanaglia la maggioranza; scontro che vede, da un lato, una Lega irremovibile rispetto alla propria politica di privilegi e favoritismi e, dall’altro, il Ministro delle Politiche Agricole Galan che, sul punto, ha osteggiato fortemente il Carroccio.
In quella sede la maggioranza è stata battuta: “In una manovra in cui si chiedono sacrifici alle forze dell’ordine ridotte in condizioni difficili, si trovano i soldi per i truffatori delle quote latte e per chi non ha pagato le multe” ha sottolineato con dispiacere il nostro leader nazionale Casini.
Ma anche l’Europa non si è limitata a guardare, ed ha chiaramente espresso il proprio giudizio sull’accaduto.
Da Bruxelles, il Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos ha fatto sapere che: “La Commissione Europea è delusa dall’apprendere che l’Italia ha votato una misura che pare contraria alle regole UE sul rimborso delle multe”. Insomma, l’Italia rischia una multa per 1,5 miliardi di euro: in nome di cosa?
Ed è in una tale situazione, nella quale si vede una maggioranza spaccata al suo interno su questioni che coinvolgono direttamente non solo la politica, ma anche l’etica sociale di uguaglianza tra cittadini, che l’UDC ha mostrato con forza il coraggio di dire NO ad immotivate immunità, NO a irragionevoli e infondate esenzioni e differenziazioni tra cittadini.
L’Unione di Centro ha provato, ancora una volta, di operare per il bene di tutti, nessuno escluso; di lavorare per la legalità e contro ogni forma di privilegio. L’UDC sta dimostrando di andare sempre nella direzione dei “tutti” e non dei “pochi”. Perché L’UDC si schiera a favore del Paese e di tutta la sua gente.
Ermelinda Zanotti



